Forma, volume e proporzioni partono dal tuo corpo e da ciò che desideri. Dalla mastoplastica additiva alla mastopessi, dalla riduzione alla ricostruzione: il progetto nasce dall’ascolto e dalla visita.
Le proporzioni. Le tue aspettative. Il tuo equilibrio.
Un seno poco sviluppato, cambiato dopo gravidanza e allattamento, svuotato dopo un forte dimagrimento o molto voluminoso: situazioni diverse richiedono progetti diversi.
Ascolto il cambiamento che desideri e lo confronto con la struttura del torace, i tessuti, la posizione del seno e le eventuali asimmetrie. Le proporzioni guidano la valutazione insieme alla tua identità e alle possibilità concrete dell’intervento.
Una fotografia di riferimento può aiutarti a spiegare un desiderio. La proposta viene però costruita sulla tua anatomia. Quando una richiesta comporta limiti o rischi che non ritengo accettabili, li spiego e propongo un’alternativa, compresa la possibilità di non intervenire.
Tecniche e indicazioni
Che cosa vuoi cambiare? Da qui cominciamo.
Volume, posizione e peso del seno si valutano insieme. La stessa tecnica non risponde a ogni esigenza.
Volume
Mastoplastica additiva.
Quando l’obiettivo è aumentare il volume o recuperare pienezza, valutiamo l’impiego di protesi. La scelta considera torace, copertura dei tessuti, forma e aspettative: il numero di centimetri cubici è soltanto uno degli elementi.
Forma e posizione
Mastopessi.
Quando il seno è sceso, la mastopessi ne rimodella la forma e riposiziona i tessuti. Può essere eseguita con o senza protesi, in base al volume presente e a quello desiderato. L’aggiunta di una protesi non è automatica.
Volume e peso eccessivi
Riduzione mammaria.
Un seno molto grande, fino alla gigantomastia, può influire sulla vita quotidiana. La riduzione viene progettata considerando volume, proporzioni e disturbi riferiti, discutendo cicatrici, sensibilità e possibili effetti sull’allattamento.
Forma, proiezione e tecnica
Pienezza e proporzioni. Un progetto sul tuo corpo.
Nella mia pratica utilizzo più frequentemente protesi rotonde quando il progetto prevede maggiore pienezza nella parte superiore del seno. Cerco un equilibrio con il torace e i tessuti, evitando un volume sproporzionato o un contorno eccessivamente marcato.
La scelta tra protesi rotonde e anatomiche, dette anche a goccia, viene motivata nel singolo caso. Forma, dimensioni, proiezione, tessuti e posizionamento contribuiscono insieme all’aspetto finale: la sola forma della protesi non garantisce un determinato risultato.
Utilizzo la tecnica dual plane, che prevede una copertura muscolare parziale della protesi. Durante la visita spiego perché questo posizionamento può essere adatto alla tua anatomia, quali alternative considerare e quali limiti comporta.
Le caratteristiche del dispositivo, compresa la superficie liscia o testurizzata e i rischi specifici, vengono spiegate prima dell’intervento. La scelta e i controlli successivi fanno parte del percorso.
Dopo gravidanza o dimagrimento
Il corpo cambia. Il progetto si adatta.
Quando cambiano volume e tenuta dei tessuti, la visita serve a distinguere ciò che richiede un aumento di volume da ciò che richiede un rimodellamento, oppure entrambe le cose.
Consideriamo anche la stabilità del peso, un eventuale allattamento in corso e i progetti di gravidanza. Il momento dell’intervento viene scelto insieme sulla base delle condizioni cliniche e della tua organizzazione personale.
Seno · Storie di donne, scelte e percorsi di cura
Fino a scegliersi.
Le immagini mostrano un cambiamento. Le storie raccontano come ci siamo arrivati.
Seno · Storia 01 · Dopo allattamento e dimagrimento
Recuperare volume. Ritrovare forma e posizione.
Due allattamenti e una perdita di peso di almeno 20 kg avevano lasciato un marcato svuotamento del seno. Il progetto ha associato il recupero del volume al rimodellamento dei tessuti e al riposizionamento di areole e capezzoli.
Chirurgia del senoGiovanni Giugliano
Prima
3 mesi dopo
In tre quarti
Chirurgia del senoGiovanni Giugliano
Prima
3 mesi dopo
Di profilo
Chirurgia del senoGiovanni Giugliano
Prima
3 mesi dopo
Le protesi in dual plane
La mastopessi è stata associata all’inserimento di protesi con tecnica dual plane per recuperare il volume del seno svuotato.
Il riposizionamento e il solco
Il rimodellamento ha incluso il riposizionamento di areole e capezzoli e la stabilizzazione del solco sottomammario, con cicatrice verticale e nel solco.
Il controllo a tre mesi
Le fotografie documentano il confronto tra la situazione preoperatoria e il controllo a tre mesi, nelle viste frontale, in tre quarti e di profilo.
Recuperare pienezza, rimodellare la cute in eccesso.
L’allattamento e i cambiamenti legati al passare degli anni avevano lasciato un lieve svuotamento del seno. Il progetto ha associato le protesi in dual plane a un rimodellamento periareolare con tecnica round block.
Chirurgia del senoGiovanni Giugliano
Prima
6 mesi dopo
In tre quarti
Chirurgia del senoGiovanni Giugliano
Prima
6 mesi dopo
Di profilo
Chirurgia del senoGiovanni Giugliano
Prima
6 mesi dopo
Il recupero del volume
Le protesi sono state posizionate con tecnica dual plane per recuperare pienezza nel seno svuotato.
Il rimodellamento periareolare
La tecnica round block ha permesso di rimuovere una quota di cute in eccesso attraverso un’incisione attorno all’areola e di rimodellare il seno.
Il controllo a sei mesi
Le fotografie confrontano la situazione preoperatoria con il controllo a sei mesi, nelle viste frontale, in tre quarti e di profilo.
Mammella tuberosa. Un progetto per forma e volume.
Dopo la gravidanza, il seno presentava uno svuotamento associato a una mammella tuberosa, o tubulare, già presente prima della gravidanza. Il progetto chirurgico ha associato il rimodellamento periareolare all’inserimento di protesi e alla copertura del polo inferiore con un lembo ghiandolare.
Chirurgia del senoGiovanni Giugliano
Prima
2 mesi dopo
In tre quarti
Chirurgia del senoGiovanni Giugliano
Prima
2 mesi dopo
Di profilo
Chirurgia del senoGiovanni Giugliano
Prima
2 mesi dopo
Round block e protesi in dual plane
L’intervento ha associato la tecnica round block all’inserimento di protesi con tecnica dual plane.
Il lembo ghiandolare
Un lembo ghiandolare è stato utilizzato per la copertura del polo inferiore del seno.
Il controllo a due mesi
Le fotografie confrontano la situazione preoperatoria con il controllo a due mesi dall’intervento, nelle viste frontale, in tre quarti e di profilo.
Il cambiamento era iniziato con il menarca, la prima mestruazione. Da allora, a ogni ciclo, il seno continuava ad aumentare di volume, fino a raggiungere una sedicesima taglia di reggiseno. La distanza giugulo-capezzolo — dalla fossetta alla base del collo al capezzolo — superava i 50 centimetri.
La decisione di intervenire
La paziente era un’adolescente con un quadro di gigantomastia di particolare complessità. In questo specifico caso, la decisione di intervenire è stata preceduta dal consenso dei genitori, dal parere favorevole dello psichiatra e dello psicologo e dall’autorizzazione del tribunale. Un percorso che ha accompagnato la valutazione chirurgica, tenendo conto dell’età della paziente e della portata dell’intervento.
Chirurgia del senoGiovanni Giugliano
Prima
2 anni dopo
In tre quarti
Chirurgia del senoGiovanni Giugliano
Prima
2 anni dopo
Di profilo
Chirurgia del senoGiovanni Giugliano
Prima
2 anni dopo
Sei ore di ricostruzione
L’intervento è durato sei ore. È stata rimossa la maggior parte del tessuto ghiandolare mammario; la ghiandola residua è stata rimodellata e fissata mediante suture per ricostruire la forma del seno. Il capezzolo è stato riposizionato mediante innesto.
Il progetto chirurgico
Il progetto ha affrontato insieme la riduzione del volume e la ricostruzione delle proporzioni. L’obiettivo era ottenere un seno più proporzionato al corpo della paziente, all’interno del percorso di cura definito con la famiglia e gli specialisti coinvolti.
Le fotografie confrontano la situazione prima dell’intervento con il controllo a due anni, nelle viste frontale, in tre quarti e di profilo.
La paziente desiderava un seno più piccolo dopo un precedente intervento eseguito in un’altra struttura. Il primo intervento non era stato effettuato dal dott. Giovanni Giugliano: questo caso documenta la revisione da lui eseguita.
Le fotografie «Prima della revisione» mostrano il seno già operato altrove, prima del nostro intervento.
Chirurgia del senoGiovanni Giugliano
Prima della revisione
1 anno dopo la revisione
Di profilo
Chirurgia del senoGiovanni Giugliano
Prima della revisione
1 anno dopo la revisione
Sostituzione delle protesi e rimozione della capsula
Sono state rimosse le protesi precedenti e la capsula periprotesica. Le nuove protesi sono state collocate sotto il muscolo.
La mastopessi secondo Lejour
Il rimodellamento è stato completato con una mastopessi secondo Lejour, con cicatrice periareolare e verticale.
Il controllo a un anno
Le fotografie confrontano la situazione prima della revisione con il controllo a un anno, nelle viste frontale e di profilo.
Dopo le gravidanze e l’allattamento, la paziente desiderava recuperare la pienezza del seno che ricordava prima di quei cambiamenti. Il progetto ha associato una mastoplastica additiva a un lieve rimodellamento periareolare.
Chirurgia del senoGiovanni Giugliano
Prima
2 anni dopo
Di profilo
Chirurgia del senoGiovanni Giugliano
Prima
2 anni dopo
Le protesi in dual plane
Sono state utilizzate protesi rotonde microtesturizzate, posizionate con tecnica dual plane.
Il lieve rimodellamento periareolare
Un lieve rimodellamento periareolare con tecnica round block ha completato l’intervento.
Il controllo a due anni
Il controllo postoperatorio di questo caso è a due anni dall’intervento.
Dopo un importante dimagrimento seguito a una sleeve gastrectomy, la paziente si è sottoposta a una mastopessi con inserimento di protesi mammarie. Il progetto ha associato il rimodellamento e il riposizionamento del seno al recupero del volume.
Chirurgia del senoGiovanni Giugliano
Prima
2 anni dopo
Di profilo
Chirurgia del senoGiovanni Giugliano
Prima
2 anni dopo
La mastopessi con cicatrice a T
Il seno è stato rimodellato e riposizionato mediante una mastopessi con cicatrice a T.
Le protesi mammarie
Alla mastopessi è stato associato l’inserimento di protesi mammarie per il recupero del volume.
La stabilità a due anni
Il controllo postoperatorio a due anni documenta la stabilità del risultato in questa paziente. Le fotografie mostrano il confronto prima e dopo l’intervento nelle viste in tre quarti e di profilo.
Questo caso documenta una mastoplastica additiva con inserimento delle protesi mediante tecnica dual plane e accesso dal solco sottomammario. Le fotografie confrontano la situazione preoperatoria con il controllo a tre anni dall’intervento.
Chirurgia del senoGiovanni Giugliano
Prima
3 anni dopo
Di profilo
Chirurgia del senoGiovanni Giugliano
Prima
3 anni dopo
Dettaglio frontale
Chirurgia del senoGiovanni Giugliano
Prima
3 anni dopo
Le protesi in dual plane
Le protesi mammarie sono state posizionate con tecnica dual plane.
L’accesso dal solco sottomammario
L’inserimento è avvenuto attraverso un’incisione nel solco sottomammario, la piega alla base del seno.
Il controllo a tre anni
Il confronto fotografico documenta l’esito dell’intervento al controllo postoperatorio a tre anni.
Rimodellare il seno. Dopo gravidanza e allattamento.
Dopo la gravidanza e l’allattamento, il progetto chirurgico ha associato una mastopessi secondo Lejour all’inserimento di protesi mammarie in dual plane. Le fotografie confrontano la situazione preoperatoria con il controllo a due anni dall’intervento.
Chirurgia del senoGiovanni Giugliano
Prima
2 anni dopo
Di profilo
Chirurgia del senoGiovanni Giugliano
Prima
2 anni dopo
La mastopessi secondo Lejour
Il seno è stato rimodellato con tecnica di Lejour, con cicatrice periareolare e verticale.
Le protesi in dual plane
Alla mastopessi è stato associato il posizionamento delle protesi con tecnica dual plane.
Se il desiderio di cambiamento riguarda sia l’addome sia il seno, possiamo valutare un intervento combinato. Ne discutiamo solo quando esiste un’indicazione per entrambe le aree e tu desideri affrontarle insieme.
La scelta considera anche durata dell’intervento, condizioni generali, rischio anestesiologico e tromboembolico, complessità e organizzazione del recupero. Una sola anestesia non rende automaticamente preferibile la combinazione.
Se sul seno hai ancora dubbi, puoi prenderti tempo. Separiamo i trattamenti anche quando la valutazione clinica rende più appropriato procedere in due momenti.
La visita ricostruisce storia clinica, interventi precedenti, eventuali sintomi e familiarità oncologica. Gli esami vengono scelti in base a età, rischio individuale, reperti e indicazioni senologiche.
Ecografia, mammografia ed eventuale risonanza mammaria hanno ruoli diversi e possono essere complementari. La risonanza richiede un’indicazione specifica; la sola presenza di un seno svuotato o ptosico non basta a preferirla agli altri esami.
Quando la storia personale o familiare suggerisce un rischio ereditario, si valuta una consulenza genetica e l’eventuale indicazione ai test BRCA1 e BRCA2. Non sono esami richiesti indistintamente a tutte le pazienti.
Per approfondire il ruolo degli esami: American Cancer Society. Le indicazioni vengono personalizzate nel percorso senologico.
Il mio percorso post operatorio
Il risultato si accompagna. Anche dopo la sala operatoria.
Questi sono riferimenti organizzativi per gli interventi estetici del seno isolati. Ricostruzioni oncologiche e interventi combinati possono richiedere un programma diverso.
1 notte
Osservazione in clinica.
Preferisco programmare una notte di ricovero, con dimissione dopo il controllo e la verifica delle condizioni cliniche. Quando le condizioni lo permettono, il mio protocollo prevede una gestione senza drenaggi.
3 controlli
Nel primo mese.
Di norma, un controllo ogni dieci giorni, con appuntamenti aggiuntivi se necessari. Reggiseno contenitivo, medicazioni e terapia del dolore seguono le indicazioni consegnate alla dimissione.
Gradualmente
Riprendere le attività.
In un decorso regolare, il lavoro sedentario o da remoto può essere ripreso orientativamente intorno al decimo giorno; molte attività quotidiane, intorno al primo mese. Sport, guida e sollevamento dei figli richiedono indicazioni specifiche.
Dolore, gonfiore e tensione sono variabili e vengono gestiti con una terapia personalizzata. La ripresa delle attività precede la maturazione completa dei tessuti e delle cicatrici: i tempi non sono uguali per ogni intervento.
Scelte consapevoli
Le domande da affrontare insieme.
Dove saranno le cicatrici?
Dipende dalla tecnica: nel solco sottomammario, attorno all’areola, con un tratto verticale oppure a T rovesciata, detta anche ad ancora. Prima di decidere, ti spiego posizione ed estensione previste. Le cicatrici restano e cambiano aspetto durante la maturazione; il trattamento viene adattato al decorso.
Quali rischi devo conoscere?
Discutiamo sanguinamento, infezione, difficoltà di guarigione, alterazioni della sensibilità, asimmetrie e possibili revisioni. Con le protesi consideriamo anche contrattura capsulare, rottura e spostamento. Il rischio dipende da intervento, dispositivo e condizioni personali.
Un gonfiore tardivo o persistente attorno a una protesi richiede una valutazione. Tra le condizioni da conoscere c’è il BIA-ALCL, un linfoma associato soprattutto a protesi testurizzate. Rarità e gravità sono aspetti distinti: le informazioni sul dispositivo scelto vengono discusse in visita.
Non sono dispositivi garantiti a vita. Sono previsti controlli nel tempo e può essere necessario un ulteriore intervento. Anche gravidanza, variazioni di peso e invecchiamento possono modificare l’aspetto del seno.
Posso scegliere di aspettare?
Sì. La visita serve anche a chiarire i dubbi, valutare alternative e decidere di rimandare. Non comporta un impegno a operarti.
Ricostruzione mammaria
Un percorso dedicato dopo la diagnosi oncologica.
La ricostruzione dopo un intervento oncologico richiede una valutazione coordinata con gli specialisti che seguono la malattia. Possibilità di ricostruzione immediata, tecnica e tempi dipendono dal caso e dalle terapie previste.
La priorità è integrare la ricostruzione nel percorso di cura, ascoltando desideri, dubbi e condizioni della persona.
No. La decisione considera sintomi, funzione, anatomia, eventuali ernie e obiettivi della paziente. La riabilitazione può essere presa in considerazione prima della chirurgia. Una misura isolata non è sufficiente per decidere un intervento.
Il percorso riguarda anche addome e seno insieme?
Sì, quando la valutazione individua un’indicazione per entrambe le aree. Nel percorso MURALT® AddomeSeno si discutono benefici attesi, limiti, rischi e organizzazione del recupero.
Come si concilia la riabilitazione con la famiglia?
Nel percorso MURALT® la riabilitazione specifica è online per ridurre gli spostamenti e facilitare la gestione della famiglia. Tempi e attività seguono le indicazioni cliniche. I controlli chirurgici restano parte del percorso.
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